La dieta anticancro - Alimenti anticancro

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Aglio – Le sostanze fitochimiche presenti nell’aglio hanno la proprietà di prevenire la comparsa o la progressione di alcuni tumori, soprattutto a livello dello stomaco e dell’esofago, oltre a esercitare effetti positivi sul cancro al polmone, al seno e al colon. Tra le sostanze derivate dall’aglio, le molecole maggiormente in grado di esercitare questi effetti sembrano essere il diallil sulfuro (DAS) e il diallil disulfuro (DADS). Da una parte, queste sostanze potrebbero prevenire l’attivazione delle sostanze cancerogene diminuendo la loro potenziale mutagenicità e accelerandone l’eliminazione, riducendo così i danni causati da tali sostanze a livello del DNA, principale bersaglio degli agenti cancerogeni. Dall’altra parte, queste sostanze sono anche in grado di ridurre la diffusione dei tumori, interferendo con il processo di crescita delle cellule cancerose, e provocandone la morte per apoptosi.



Agrumi – Alcuni studi realizzati in diverse parti del mondo sono riusciti a mettere in evidenza un legame tra il consumo di agrumi e la riduzione del rischio di sviluppare alcuni tumori, soprattutto quelli che riguardano l’apparato digestivo, ovvero l’esofago, la bocca, la laringe, la faringe e lo stomaco, dove sono state osservate riduzioni del rischio pari al 40-50%. Gli agrumi non devono essere considerati solo come un’eccellente fonte di vitamina C, ma anche come alimenti in grado di apportare all’organismo numerose sostanze fitochimiche antitumorali. Queste sostanze potrebbero non solo agire direttamente sulle cellule tumorali e quindi prevenirne lo sviluppo, ma svolgere anche un’azione anti-infiammatoria e modificare l’assorbimento e l’eliminazione di molte sostanze. Come sapete l’infiammazione è di per se stesso un fattore carcinogenetico. Il consumo quotidiano di agrumi, sotto forma di frutto intero o di succo, rappresenta dunque un modo semplice ed efficace per aggiungere “una scorza di freschezza” a un regime di prevenzione dei tumori. 




Le crucifere - Gli studi svolti finora indicano che gli ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere sono tra i principali responsabili delle proprietà antitumorali associate al consumo di frutta e verdura. Da uno studio che ha analizzato 252 casi di cancro alla vescica, è emerso che il consumo di crucifere, in particolare broccoli e cavoli, è associato a una riduzione del 50% del rischio di cancro alla vescica, rispetto agli individui che ne consumano una porzione o meno. Stessa osservazione anche per quanto riguarda il cancro al seno: le donne cinesi che consumano più crucifere hanno un rischio dimezzato di sviluppare questo tumore rispetto a chi ne consuma poche, o non ne consuma affatto. Il consumo di crucifere è stato associato a un basso rischio di sviluppare anche altri tipi di tumore a livello di polmoni, sistema gastrointestinale (stomaco, colon-retto) e prostata. La quantità generale di frutta e verdura nell’alimentazione gioca certamene un ruolo chiave nella prevenzione dei tumori, gli studi indicano che alcuni tipi di verdura, e in particolare le crucifere, sono particolarmente importanti nel contrastare lo sviluppo di questa malattia. Si tratta di osservazioni particolarmente rilevanti, nel contesto dell’alimentazione occidentale dove il consumo di crucifere è ancora troppo ridotto.
Tuttavia è sempre indispensabile prestare attenzione alla provenienza delle crucifere e alle modalità con cui sono state coltivate che devono essere “naturali”, anche se non necessariamente biologiche: prediligete quindi “produttori a km0” o venditori di fiducia, in ogni caso non prodotti importati!


 

​Tè verde - Il tè verde è una bevanda completa, costituita da parecchie centinaia di molecole diverse che donano aroma e gusto. Le sue foglie racchiudono una classe di polifenoli chiamati flavonoli, o più comunemente catechine: sono queste molecole le maggiori responsabili del potenziale antitumorale del tè verde. Esso contiene anche numerose catechine, tra cui la più importante è l’EGCG o gallato di epigallocatechina, poiché possiede il potenziale antitumorale più elevato.
Il contenuto di catechine di un tè verde varia enormemente a seconda del luogo di coltivazione, del tipo di piante utilizzate, della stagione di raccolta e dei processi di fabbricazione. Ad esempio, i tè verdi giapponesi contengono molto più EGCG rispetto a quelli cinesi. Inoltre anche il tempo d’infusione delle foglie è un fattore estremamente importante per il contenuto di polifenoli: un’infusione di meno di 5 minuti porta ad estrarre solo il 20 % delle catechine che potrebbero invece essere presenti con un’infusione pari a 8-10 minuti. La grande variabilità nella composizione del tè verde rende molto difficile analizzare i suoi effetti protettivi nei confronti del cancro.
Esistono però molte buone ragioni per credere che il consumo di tè verde possa significativamente ridurre il rischio di sviluppare un tumore. L’EGCG inibisce la crescita in vitro di molte cellule tumorali, tra cui quelle delle leucemie, del cancro ai reni, alla pelle, al seno, alla bocca e alla prostata.
Anche i più affezionati al tè nero saranno gradevolmente sorpresi dal tè verde: grazie al suo aspetto invitante, il gusto inalterabile e il suo contenuto quattro volte minore di caffeina, il tè verde può diventare un componente importante della dieta.


Il pomodoro e i suoi licopeni - Il pomodoro 
è ricco di 
licopeni che fanno parte della grande famiglia dei carotenoidi. Il ruolo dei licopeni è ancora poco noto; diverse recenti osservazioni suggeriscono che tra tutti i carotenoidi, i licopeni sono quelli con maggiore impatto sulla prevenzione dei tumori. Studi svolti su campioni ampi di popolazione, durante i quali il rischio di sviluppare un cancro alla prostata è stato correlato con il consumo di fonti ricche di licopeni, come la salsa di pomodoro o il vino rosso che hanno consentito una riduzione del rischio pari a circa il 30 %. Nonostante le ricerche sull’effetto antitumorale dei pomodori si è finora concentrato soprattutto sulla prevenzione del cancro alla prostata, si può affermare che questo ortaggio-frutto potrebbe giocare un ruolo più globale nella prevenzione di atri tipi di tumore. I licopeni sono il pigmento responsabile della colorazione rossa del pomodoro. Come regola generale i prodotti a base di pomodoro costituiscono circa l’85% dell’apporto di licopeni, mentre il restante 15 % è fornito da altri frutti. I prodotti fabbricati a partire dal pomodoro cotto sono particolarmente ricchi di licopeni, ancor più importante, la rottura delle cellule del frutto con il calore permette una migliore estrazione della molecola e la rende più assimilabile dall’organismo. La salsa di pomodoro rappresenta l’alimento ideale ed in essa i licopeni sono ben assimilati dalla cottura prolungata dei pomodori e dalla presenza dell’olio extravergine d’oliva. Il semplice consumo di due pasti alla settimana a base di salsa di pomodoro può ridurre del 25% di sviluppare un tumore alla prostata. E non dimenticate di aggiungere l’aglio!

I frutti di bosco - Se ne andate matti, sarete felici di scoprire che questi frutti deliziosi sono dei tesori inestimabili di composti fitochimici dall’elevato potenziale antitumorale. Ecco qualcosa che oltre ad essere buono è anche ottimo per la salute! Vista la loro posizione relativamente modesta nel nostro regime alimentare non sono stati svolti ampi studi sulla relazione tra il loro consumo e il rischio di sviluppare un tumore. Tuttavia essi contengono tre sostanze considerate importanti nella prevenzione dei tumori:
L’acido ellagico: tra tutte le sostanze fitochimiche presenti nei frutti di piccole dimensioni, l’acido ellagico è senza dubbio quello maggiormente in grado di interferire con lo sviluppo dei tumori. Si trova soprattutto nei semi di lampone e nella polpa della fragola.
Le antocianidine: sono una classe di polifenoli responsabili della colorazione rossa, rosa, malva, arancio e blu di molti fiori e frutti. Questi pigmenti sono particolarmente abbondanti nei frutti di bosco, soprattutto nei lamponi e nei mirtilli neri (importanti anche per la vista). In laboratorio, l’aggiunta di diverse antocianidine a cellule tumorali isolate e coltivate in laboratorio causa diversi fenomeni, come l’arresto della sintesi del DNA e quindi della crescita cellulare, portandole alla morte per apoptosi.
Le proantocianidine: sono dei polifenoli complessi contenuti maggiormente nei mirtilli rossi e nei mirtilli neri, che sono la fonte alimentare più importante di queste molecole. Gli studi sul loro potenziale antitumorale sono solo agli inizi, ma i risultati ottenuti finora in laboratorio hanno dimostrato che queste molecole inibiscono la crescita di diverse cellule tumorali, soprattutto quelle derivate dal colon. 

Il prezzemolo - Il prezzemolo, petroselinum hortense, era già conosciuto dai popoli antichi, utilizzato sia come erba medicinale che come spezia per preparare innumerevoli piatti. Nel Medioevo in particolare divenne abituale in cucina, ampiamente utilizzato nella cucina mediterranea per rendere più saporiti i piatti. Il prezzemolo è anche ricco di sostanze e proprietà benefiche per il nostro organismo. Contiene potenti flavonoidi capaci di neutralizzare gli agenti che causano il cancro. Luteolina e apigenina sono infatti due flavonoidi capaci di proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Quest’ultimo porta le cellule a un lento processo di trasformazione che, se non riparato dal nostro sistema di sicurezza cellulare o dal sistema immunitario, possono degenerare in cellule tumorali. Inoltre il prezzemolo è ricco di vitamine importanti come A, B1, B2, B3, B5 e B6, C ed E; contiene inoltre un gran numero di sali minerali, come calcio, fosforo, ferro, zinco, potassio, magnesio, selenio e manganese. Vitamine e Sali minerali sono tutti agenti protettivi.

Lo zenzero - Continuiamo a riferirci a un argomento che riguarda alimentazione e rischio di tumore. Gli studi epidemiologici dimostrano chiaramente che quello che noi mangiamo è più dannoso di quello che respiriamo o del fumo di sigaretta. Esistono al contrario alcuni cibi che ci possono “proteggere” o “prevenire” dal rischio di ammalarci di tumore. Gli antiossidanti sono sicuramente tra questi perché intervengono sul DNA.
Parliamo oggi dello zenzero che da estratto della pianta si è dimostrato efficace nel contrastare la diffusione e lo sviluppo di cellule tumorali nei grandi big killers: prostata, mammella, cervice uterina. Il termine carcinogenesi – difficile – vuol dire che la cellula normale del nostro corpo può “impazzire” e provocare una malattia, ma i passi di questa trasformazione sono tantissimi. E il nostro corpo ha tante “guardie” che sono pronte a pronte a proteggerci. Tra questi per esempio gli alimenti. Teniamo sempre presente il fatto che non esiste un “elisir di lunga vita”, ma che dobbiamo valutare una alimentazione complessa. Non si può vivere ovviamente di solo zenzero.

I peperoni - È vero! Sono un po’ indigesti, ma se cucinati bene e senza pelle, magari cotti arrosto, sono facilmente digeribili. Con un’acciuga ricca di Omega 3 sono salutari.
Pianta conosciuta come Solanacee, scoperta da Cristoforo Colombo nel 1493, era una pianta piccante, molto diffusa nelle isole dei Caraibi.
Dapprima pianta ornamentale, oggi in Italia si produce in Sicilia, Puglia, Campania e Lazio. La piccantezza favorisce vasodilatazione ed è quindi raccomandata nell’ipertensione. Ma il peperone (o peperoncino che è l’essiccato del peperone verde che poi diventa rosso o giallo) contiene molta vitamina C, tanto da appartenere al VII gruppo degli alimenti, essenziali per la nostra buona vita.
I peperoni sono degli antiossidanti, contengono betacarotene, potassio, ferro, magnesio, calcio e vitamina B. La presenza di Luteolina sembrerebbe avere effetti sulla memoria umana.
Le dicerie per cui causerebbero bruciori di stomaco o addirittura le emorroidi sono inesistenti.  Come sempre sono da assumere nella giusta misura.

 
La curcuma - L'essere umano è dalla preistoria abituato a sopravvivere.
La carne, le verdure, le spezie, gli aromi e il pesce.
Oggi viaggiamo sui cibi più sani ma anchi protettivi per certe malattie per esempio quelle tumorali e cardiovascolari . I grandi killers.
Parliamo oggi della curcuma, prodotto dal colore giallo, che cresce prevalentemente in India e Indonesia e le cui virtù sono note fin dall’antichità grazie anche alla medicina ayurvedica che utilizza questa spezia per curare infiammazioni e cicatrizzare le ferite.
Infatti, la curcumina possiede diverse proprietà farmacologiche, tra cui proprietà antirombotiche, ipocolesterolemizzanti e antiossidanti, oltre ad avere un grande potere antitumorale.
Recenti studi hanno dimostrato che la curcuma sarebbe utile nella prevenzione di vari tipi di tumore, tra cui quello allo stomaco, all’intestino, al colon, alla pelle, al fegato, prevenendo sia la comparsa del tumore che il suo sviluppo.
In particolar modo il tumore al colon, è il tipo di tumore su cui la curcumina sembra essere più efficace, poiché questa sostanza riduce i livelli di un’enzima (COX-2) , responsabile della produzione di molecole che provocano l’infiammazione.
 E’ interessante notare che, se associata al pepe, la piperina, l’assorbimento della curcumina aumenta di più di 1000 volte la sua efficacia.
Dunque, possiamo renderci conto di come la curcuma sia una spezia molto salutare: aggiungetela ai vostri piatti per sfruttare la sua azione antiossidante.




 

 
 
 
 

 



 Il cioccolato - Georges Bernard Shaw disse, forse per primo, che le cose più piacevoli della vita o sono proibite , o fanno male o fanno ingrassare. Questo può dirsi anche per il cioccolato?
Sicuramente piace alla maggior parte della popolazione, agli adulti come ai bambini, ed è sempre stato sospettato di far ingrassare, in grandi dosi, ma saranno poi vere queste credenze?
La rivista americana “ Nature” ( vol. 418-18 luglio 2001) ha pubblicato l’articolo “ Cacao usage by the earliest Maya civilization” ( l’ impiego del cacao da parte delle prime civiltà Maya).
Tutti parlano della scoperta avvenuta nel nord del Belize ( Centro America) del vaso per cioccolato che fa anticipare la datazione dell’uso del cioccolato di circa mille anni.
Presso il sito archeologico di Colha i ricercatori hanno infatti analizzato i residui alimentari all’ interno del contenitore, venendo a scoprire che i maya preclassici consumavano cioccolato già nel 600 a.C. nella stessa regione, confermando dunque l’idea che questa zona geografica costituisse uno dei maggiori bacini per la produzione del “cibo degli dei”. Dei simpatici e gaudenti.
La materia prima per realizzare il cioccolato, ovvero le fave di cacao, non si produce in Italia, ma è possibile solo in una fascia ristretta di Peasi tra cui Brasile, Messico, Grenada, Ecuador, Venezuela, Trinidad, Repubblica Dominicana, Costa d’ Avorio, Perù, Ghana, Togo, Nigeria, Camerun, Madagascar, Sao Tomè, Giava e Papua Nuova Guinea.
Recenti ricerche hanno dimostrato però che il cioccolato è anche un vero cocktail di sostanze potenzialmente protettive, esso infatti contiene alcuni antiossidanti che esercitano effetti positivi sull’organismo, contribuendo ad evitare l’ossidazione del colesterolo, un processo che può portare ad una riduzione del flusso sanguigno nelle arterie.
Alcuni polifenoli, le catechine, sono presenti sia nel cioccolato fondente sia in quello al latte e si ritiene che possano contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, al potenziamento del sistema immune e all’ abbassamento del rischio di contrarre alcuni tipi di tumore.


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