Esami utili

E’ fondamentale sottoporsi a esami strumentali per evidenziare la presenza di una lesione della mammella.

Qualora si manifesti uno dei segnali clinici rivelatori di una lesione, occorre consultare un medico senologo e sottoporsi ad esami diagnostici senza eccessiva preoccupazione: in molti casi questi segni non sono sintomi di un tumore.

Nel video, la Dottoressa Silvia Penco, Assistente della Radiologia Senologica presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, ci parla della mammografia e dell’ecografia. Questi due esami sono, insieme alla visita clinica, il metodo più accurato per effettuare una diagnosi precoce del tumore della mammella e renderne più efficaci le cure. 


 
 

Mammografia

La  mammografia è una semplice radiografia del seno che permette di individuare la presenza sia di lesioni benigne sia di tumori in un stadio iniziale, quando sono molto piccoli per poter essere scoperti con visite cliniche  e la palpazione.

L’esame viene eseguito con un’apparecchiatura appositamente progettata per visualizzare la struttura della mammella  e che utilizza i raggi X. Oggi si usa la mammografia digitale “Full Field” ad ampio campo, che utilizza macchine con un rivelatore digitale al posto della tradizionale lastra.

Quest’ultima generazione di mammografia offre immagini di altissima qualità a bassa dose di radiazione, permettendo una più facile percezione della presenza di piccole lesioni grazie alla possibilità di elaborazione delle immagini (ingrandimento elettronico, manipolazione del contrasto, inversione, etc.), sfruttandone le enormi potenzialità, quali la registrazione assistita mediante computer.

E’necessario durante l’esame eseguire una minima compressione della mammella  che garantisce una diagnosi di qualità e consente di esplorare tutte le strutture della mammella con dosi di basse radiazioni. La compressione della mammella avviene in modo delicato e graduale in modo che l’esame sia perfettamente tollerato. L’esperienza del radiologo è importante, ma solo immagini di buona qualità possono essere correttamente interpretate.


La mammografia è accurata.

La mammografia è il metodo più affidabile per effettuare la scoperta di un tumore molto tempo prima di quanto possa permettere la semplice palpazione e le dose di raggi somministrata non è dannosa (1 centesimo rispetto ad una TAC del torace).





Ecografia

L’ecografia è una tecnica sicura, indolore, non invasiva, che mira ad ottenere una immagine della ghiandola mammaria, senza l’uso di raggi X. L’ecografia è l’esame strumentale prioritario nei seni giovani e da effettuare in comparazione con l’esame mammografico.

 

Una piccola sonda invia e riceve ultrasuoni che vengono riflessi in misura diversa dalla struttura ghiandolare e fibroadiposa tipica del seno. La sonda viene appoggiata sui seni e alla ascelle dopo aver deposto una piccola quantità di gel. L’immagine viene catturata ed elaborata da un computer che la registra come una fotografia.

​L’ecografia della mammella mira ad ottenere immagini in merito a lesioni nodulari; verificarne la presenza, misurarle nelle tre dimensioni, ed esaminarne le caratteristiche (solido, liquido, misto), i margini, i rapporti con le altre strutture.  Può inoltre controllare una paziente operata di tumore, per valutare una eventuale recidiva.

Contemporaneamente con la tecnica doppler associata all’ecografia si può studiare la vascolarizzazione delle formazioni nodulari ottenendo utili informazioni in merito alla probabile natura tumorale delle lesioni. Altresì tale metodica consente di valutare eventuali formazioni linfonodali a livello ascellare.

Oggi l’ecografia  è anche in grado di verificare lesioni microscopiche (micro calcificazioni).


La procedura di localizzazione dell’area sospetta

Se la mammografia rivela un’anomalia di natura sospetta da sottoporre ad asportazione chirurgica, e l’anomalia non è palpabile, è necessario che il radiologo proceda alla localizzazione radiologica della stessa.
Si tratta di una procedura abbastanza semplice e simile alla mammografia.

In passato la metodica prevedeva l’inserimento nella mammella di un ago dotato di un filo metallico ad uncino; quando la punta dell’ago era nella lesione, l’ago veniva rimosso, ma l’estremità del filo restava ancorato nella lesione.

Il chirurgo seguiva il filo e trovava  la lesione.
Oggi invece nelle più moderne strutture si inietta in vicinanza della lesione un materiale radioattivo che servirà da guida al chirurgo per l’asportazione con l’uso di una sonda che squilla  sempre più intensamente in prossimità della lesione (ROLL).

Alcune raccomandazioni in previsione della procedura di localizzazione: 
-Ricordati di non applicare deodorante o talco il giorno dell’esame.
-Evita di bere, nei giorni che precedano l’esame, caffè, tè, cioccolato .
-Indossa un completo a due pezzi. In questo modo sarà più facile spogliarti per
 procedere all’esame.

1 L’operatore acquisisce una serie di immagini radiografiche del seno con un metodo paragonabile
   alla mammografia. Ciò faciliterà la localizzazione dell’eventuale patologia.

2 Il radiologo inietta una piccolissima dose di materiale radioattivo nella direzione dell’esatta
   regione da localizzare.

3 Viene effettuata una seconda radiografia per accertarsi che il mezzo di contrasto sia inserito
   nella lesione. 

4 Vengono acquisite altre due immagini ortogonali che mostreranno al chirurgo
   l’esatta localizzazione.

5 Puoi rilassarti, la procedura di localizzazione è terminata. Il chirurgo potrà procedere all’intervento
   in condizioni ottimali.