Rischi e prevenzione

Una delle più grandi rivoluzioni a cui stiamo assistendo negli ultimi vent’anni nel campo dell’oncologia è quella della prevenzione dei tumori, soprattutto quelli della mammella.

Grazie alle conquiste raggiunte nel campo della diagnostica precoce oggi si è in grado di guarire fino al 95% dei tumori alla mammella e di identificare i soggetti a rischio di ammalarsi o riammalarsi.

Nel video, il Dottore Bernardo Bonanni, Direttore della Divisione Prevenzione e Genetica Oncologica presso l’Istituto Europeo di Oncologia, ci parla dell’importanza dei programmi di prevenzione, oggi sempre più personalizzati, sia in termini di sorveglianza clinico-strumentale che in termini di misure farmacologiche e comportamentali.





PREVENZIONE

Non esiste una vera prevenzione; infatti, le cause esatte del cancro della mammella sono molteplici e non ancora chiaramente identificate.
Sappiamo però sicuramente che la tecnologia ci aiuta con macchine sempre più  moderne e sensibili, al punto quasi da essere come una “protesi” del medico.

La mammografia e l’ecografia rimangono insieme alla visita clinica il metodo più accurato per effettuare una diagnosi precoce del tumore della mammella; in tal modo è possibile rendere più efficaci le cure.
 Il carcinoma della mammella è la prima causa di mortalità nella donna.
Studi clinici condotti negli Stati Uniti, in Svezia ed in Olanda, hanno dimostrato che la diagnosi precoce e la conseguente cura tempestiva consentono di diminuire la mortalità.

Uno studio dell’IEO ha dimostrato che nei casi di diagnosi di tumore precoce quando il tumore non è ancora palpabile clinicamente ma solo identificabile strumentalmente, è guaribile nel 99% dei casi. (Progetto Mortalità Zero) 

È dunque fondamentale sottoporsi agli esami strumentali oltre che all’autoesame, per evidenziare la presenza di un  nodulo della mammella, ricordando che:

> l’età è importante: più passano gli anni, maggiore il rischio;
> è da notare la comparsa di un nodulo di piccolissime dimensioni o di aree di maggior consistenza; 
> Una modifica della forma o delle dimensioni del seno ; 
> Secrezioni dal capezzolo, ematiche o sierose abbondanti non correlate alla gravidanza;
> Una retrazione della cute della mammella.

Qualora si manifesti uno di questi segni clinici, occorre consultare un medico e sottoporsi ad esami diagnostici senza eccessiva preoccupazione: in molti  casi questi segni non sono causati da un tumore.
Per tutte le donne, anche in assenza di segni clinici, le raccomandazioni degli specialisti sono le seguenti:

> Le donne con più di 20 anni dovrebbero eseguire con regolare periodicità l’autoesame;
> L’ecografia con il color doppler è un esame senza effetti collaterali (sono ultrasuoni) che ha   
   raggiunto una grande affidabilità e andrebbe eseguita periodicamente  dai 25 anni una volta 
   all’anno.
> Le donne oltre i 40 anni dovrebbero sottoporsi a mammografia ogni anno;
> Le donne con 2 o più familiari affetti da tumore della mammella, dovrebbero consultare il     
   proprio medico per valutare la necessità di sottoporsi a test diagnostici particolari (genetici) 
   e comunque anticipare la prima mammografia a 35 anni.
> In presenza di un nodulo dubbio la mammografia e l’ecografia vanno fatte a qualsiasi età.

Segui queste raccomandazioni e i consigli del tuo medico. 
Il carcinoma della mammella si sviluppa molto lentamente ed impiega anche 2 anni prima di essere palpabile: con un po’ di attenzione puoi scoprirlo in fase precoce. 

Più il tumore è piccolo e ben localizzato, più le possibilità di guarigione sono alte. Un carcinoma della mammella, curato precocemente, può essere guarito. 

La mammografia e l’ecografia non sono un lusso,  possono salvarti la vita!


RISCHI DI AMMALARSI

I casi di tumore  della mammella sono aumentati negli ultimi decenni a causa di:

- Il notevole aumento dell’età media (almeno nei paesi occidentali). Con l’età aumenta
  il rischio del cancro del seno; 
- L’età tardiva alla prima gravidanza;
- Il ridotto numero di parti e allattamenti
- Una dieta ricca di grassi  insaturi, tipica dei paesi industrializzati;
- Fumo, alcol, obesità;
- Un precedente tumore alla mammella 

Un altro seppur raro fattore di rischio è rappresentato nelle donne giovani che abbiano una predisposizione o un alto rischio di sviluppare un tumore mammario, perché geneticamente portatrici di una mutazione BRCA1 e BRCA2 o perché appartenenti ad una famiglia con molti casi di tumore mammario.
Tenete conto però che almeno il 50% dei tumori della mammella sono “sporadici”, cioè non legati a questi fattori di rischio. Per questo noi parliamo di prevenzione secondaria o di anticipazione diagnostica.